Non sto qui a parlare tanto sui film visti ad agosto, di cui gran parte sul piccolo schermo dell'ipod, però qualcosa è doveroso scriverlo.
Il Capolavoro
Chinatown - Roman Polanski (1974)
Un grandissimo Jack Nicholson, come anche lo stesso Polanski. Atmosfera da giallo hard boiled fantastica.
Consigliatissimo.
Il Cult
Trainspotting - Danny Boyle (1996)
Il film che ha lanciato alla ribalta Ewan McGregor, idolatrato dalla maggior parte dei ragazzi delle ultime generazioni, non mi ha esaltato. Bellissime le musiche, ho adorato il pezzo dell'overdose con Perfect Day di Lou Reed, e una frase in particolare, probabilmente però dipende dal contesto in cui ho visto il film.
"Eccomi là, circondato dalla mia famiglia e dai cosiddetti amici. Non mi ero mai sentito così solo, mai in tutta la vita."
La storia vera
Lonely Hearts - Todd Robinson (2006)
Tratto dalla vera storia degli assassini dei cuori solitari che agivano in America negli anni '40.
Posso dire onestamente e senza alcun imbarazzo che questo l'ho visto solo perchè c'è Salma Hayek.
Il solito mediocre film italiano
Dillo Con Parole Mie - Daniele Lucchetti (2002)
Trama scontatissima, recitazione da recita delle elementari.
L'ho visto solo perchè è girato ad Ios e perchè non avevo nulla da fare una notte di metà agosto
Il Thriller
Collateral - Michael Mann (2004)
Una notte di paura per il tassista Jamie Foxx costretto dal killer Tom Cruise in una Los Angeles cupa, con delle atmosfere che ricordano i libri di Michael Connelly. Gran bel film
L'ultimo capitolo della saga
The Bourne Ultimatum - Paul Greengrass (2007)
Purtroppo nè questo nè il secondo capitolo della saga sono all'altezza del primo, ma cmq The Bourne Ultimatum è fondamentale per i fan della saga. E per diventare fan della saga, basta vedere The Bourne Identity.
Il Neorealismo romano
Amore Tossico - Claudio Caligari (1983)
Il problema della tossicodipendenza a Roma nei primi anni '80 mostrato nudo e crudo: attori exeroinomani ed eronoimani, linguaggio esplicito.
Se devo vedere un film sui bucatini, preferisco sicuramente questo a Trainspotting.
L'imperatore Di Roma - Nico D'Alessandria (1988)
Il dramma di Jerry, tossicodipendente romano, che vagabonda per la città tra disavventure e deliri.
Film crudo e struggente. Completamente in bianco e nero.
Continuando sulle tracce di Jim Carrey ho finalmente trovato il momento e la voglia di vedere un film chiamato "se...ti...".
Nonostante il titolo italiano rimandi a una qualsiasi commedia romantica americana degli ultimi 10 anni, Se mi lasci ti cancello, oltreoceano titolato poeticamente "eternal sunshine of the spotless mind", è un film che ha poco a che vedere con le commediole romantiche...
E' invece la dimostrazione di come i sentimenti, di come l'amore, vada oltre i ricordi, oltre il passato, oltre tutto quello che può aver creato delle barriere tra due persone.
Se mi lasci ti cancello è un film drammatico ma allo stesso tempo romantico e dolcissimo, fantascientifico ma allo stesso tempo così reale.
"Perchè mi innamoro di qualsiasi donna che mostri il minimo accenno di interesse per me?!?" (Joel)
"Random thoughts for Valentine's day, 2004. Today is a holiday invented by greeting card companies to make people feel like crap." (Joel)
Clementine: "Siamo qui Joel, e tra poco sarà finita."
Joel: "Lo so"
Clementine: "Che cosa facciamo?"
Joel: "Divertiamoci..."
"How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd. "
"Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio."
(Eloisa to Abelard - Alexander Pope
recitata da Kirsten Dunst)
Dopo qualche giorno di stop dovuto alla fine della sessione estiva, riprendo con questo film che forse mi ha preso tanto proprio nel contesto in cui lo ho visto: un pomeriggio di un apatico sabato estivo, in cui da fare ci sarebbe poco tranne che dormire, e purtroppo negli ultimi tre giorni ho fatto tutto tranne che dormire.
E l'insonnia è un po' causa di ossessioni continue e viceversa.
Number 23 è soprattutto un grande Joel Schumacher espresso alla grande da Jim Carrey.
Number 23 sono particolari, colori, riflessioni.
Number 23 è un grande viaggio circolare, in cui tutto quanto sembra tornare al punto di partenza fino al momento in cui capiamo che il cerchio non si chiude.
Ed io questo lo amo.
"I could have died there on the street, but that wouldn't have been justice. At least not the justice fathers teach their sons" (Walter Sparrow)
"Sappiate che il vostro peccato vi raggiungerà" (Numeri 32.23)
Causa esami imminenti non posso prolungarmi, mi limito solo a dire che è spettacolare.
C O N S I G L I A T I S S I M O
Il blocco dello scrittore porta Harry (Woody Allen) a una crisi nervosa. La crisi porterà Harry a vivere situazioni assurde, a riportare tutta la sua vita alle storie scritte in passato, fino a quando le due si mescolerano in un climax esilarante.
Film carico della tipica ironia di Allen, semplicemente fantastica.
Ogni frase potrebbe essere una citazione, elenco sotto le più famose e le più divertenti.
Burt: scusa, almeno ti risulta l'olocausto o pensi che non sia mai successo?
Harry: Non solo so che abbiamo perso 6 milioni di ebrei, ma la cosa tragica è che i record sono fatti per essere battuti.
Burt: Lui crede che io sia tutto una paranoia ebraica!
Harry: No ti sbagli! io credo che tu sia il contrario di un paranoico, io credo che tu viva nell'insana illusione di piacere alla gente!
Harry: Che Dio mi fulmini adesso se mento!
Jane: Tu sei ateo, Harry!
Harry: Beh... siamo soli nell'universo, vuoi darmi la colpa anche di questo?!
Doris: Tu non hai valori. Tutta la tua vita è nichilismo, cinismo, sarcasmo e orgasmo.
Harry: Beh in Francia con uno slogan così vincerei le elezioni.
Hilary Swank alle prese con una classe interraziale nella Los Angeles dei primi anni '90.
Il classico film sulla scuola, tratto da una bella e toccante storia vera, con l'eleganza della vincitrice di ben due premi oscar.
Consigliato a chi ha bisogno di una bella storia vera per ricominciare a credere in un futuro migliore.
Come vi comportereste se due sconosciuti vi entrassero in casa con motivi assolutamente normali, con gesti e richieste quotidiane, e vi trascinassero in un vortice di dolore e torture?
A 10 giorni dall'uscita del remake americano di questo gustoso film austriaco, diretto in entrambi i casi dallo stesso regista Michael Haneke, mi sembrava doveroso spenderci due parole sopra.
Lasciate perdere il nuovo cartellone pubblicitario e i riferimenti ad arancia meccanica.Non so come Haneke abbia riaggiornato il proprio lavoro, ma se è rimasto fedele a sè stesso, resterete delusi.
Il vecchio film, visto senza pregiudizi alla Arancia Meccanica, è semplicemente stupefacente. Non nel senso che sia un capolavoro, ma che lascia a bocca aperta in continuazione. E ci obbliga a pensare per tutta la durata del film a delle spiegazioni plausibili per le gesta dei due intrusi.
Il resto a voi.
Consigliatissimo.Aspettando il remake (e Naomi Watts).
Thriller, horror, fantascienza, splatter. C'è un po' di tutto in The Faculty. Ci sono anche due giovanissime future stelle di hollywood, Josh Hartnett ed Elijah Wood, anche se entrambi avevano già un paio di blockbuster alle spalle.
In The Faculty c'è soprattutto un horror che non scade nel ridicolo come spesso succede con i nuovi, che quando fa ridere, è perchè lo vuole.
In The Faculty, soprattutto, c'è la mano di Robert Rodriguez, una mano che si vede nell'arte del girare mai banale.
Purtroppo si nota che la sceneggiatura non è scritta dallo stesso Rodriguez.
Non un capolavoro ma un bel film a paragone con le altre pellicole del suo genere.
Film esistenziale con il bel Leo Di Caprio, che alla ricerca di una paradisiaca spiaggia si imbatte in una comunità che vive isolata dal mondo, autosufficiente, che vive dei soldi guadagnati con la vendita della marijuana autoprodotta. Le cose però cambieranno con l'arrivo di Di Caprio, e per la piccola comunità inizierà un periodo drammatico.
Un film sicuramente piacevole da guardare, ma che lascia troppe domande aperte, troppe questioni insolute.
Danny Boyle ha fatto sicuramente di meglio prima con Trainspotting, e poi, con 28 giorni dopo.
Sicuramente un bel film, fatto bene, storia lineare e mai banale...
Grande intrerpretazione dei due protagonisti, soprattutto di Colin Farrell.
Però non so, Match Point soprattutto, ma anche Scoop, avevano qualcosa in più.